Vittorio Sermonti

La Commedia di Dante letta e raccontata da Vittorio Sermonti

Leggendo la nota bio-bibliografica di Vittorio Sermonti redatta per il DVD dell’eVoice Book (ideato e diretto da Ludovica Ripa di Meana) ci si sente al contempo affascinati, invidiosi, desideranti e vinti, come al cospetto di quelle vite eccezionali, anzi favolose, all’insegna del rischio e dell’avventura, dove un uomo ha vissuto, conosciuto, amato tutto e tutti. Così Vittorio Sermonti, classe 1929, che fin “da bambino vedeva circolare, in casa dei nonni materni, a loro legati da vari gradi di parentela o affinità, V. E. Orlando (suo padrino di nascita)[1], Luigi Pirandello, Alberto Beneduce[2]”, è scrittore, traduttore (di Plauto, Ovidio, Virgilio, Molière, Racine, Lessing, Schiller, Wedekind, Hoffmanstahl, Sartre, Hoffenbach, Rilke, Venanzio Fortunato, Machado ecc.[3]), drammaturgo, poeta, romanziere, regista per la radio e la televisione, speaker, attore, giornalista, docente di italiano e latino al liceo e di tecnica del verso teatrale all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, e perfino consulente CEE; “ha lavorato con tutti i maggiori attori italiani del secondo novecento” e con i nomi più prestigiosi in assoluto della cultura italiana: Niccolò Gallo, Giorgio Bassani, Cesare Garboli, Antonio Delfini, Pier Paolo Pasolini, Goffredo Parise “e molti altri”. Come “dantista” gode della stima e dell’amicizia di Cesare Segre e Gianfranco Contini, forse (per non dire certamente) le massime autorità di filologia dantesca. E nella nota bio-bibliografica non si contano, a ogni periodo della vita di Sermonti, gli “ecc. ecc.” e gli “e altri/o ancora”.

Questa generosità, questa magnitudo, questo furor vitale, per la mia generazione e per quelle che la seguono, ha dell’incredibile, dell’insostenibile: dubito fortemente che a un uomo del nostro tempo, per cui ogni via da intraprendere appare irrimediabilmente e fin dall’inizio terminare in un cul de sac, possa essere concessa la grazia, la forza, la sovrabbondanza, l’irriducibilità, la libertà, la pietà di una simile vitalità. Eppure, quando, grazie all’amicizia di Gabriella Ripa di Meana, mi sono trovato a stringere la mano di Vittorio Sermonti, nessuna generazione, nessuna dismisura, nessun abisso culturale o morale o linguistico mi teneva lontano dal più spoglio, dal più essenziale “tu” – quello stesso “tu” che è al contempo il più estraneo e il più familiare – quello stesso “tu” con cui siamo interpellati da Dante che ci parla attraverso la voce di Sermonti. Che riesce – se da lei ci si lascia prendere senza opporre resistenza – a restituirci Dante come un uomo che ci sta parlando qui e ora, in questo momento, di “problemi”, in definitiva, molto pratici: quelli, universali, di tutti, quelli che la "psicologia di massa" della nostra epoca ci ingiunge di rimuovere.

Dante è lì, non in una lettura, meno che mai in una declamazione o in una recita, ma a un passo dalla conversazione, più rapinoso di qualsiasi action movie, più assuefacente di qualsiasi serial dalle cento puntate[4]. In effetti, se ci predisponiamo all'ascolto mediante "un'attenzione uniformemente sospesa", e disponiamo di qualche reminiscenza scolastica, Vittorio Sermonti, con chirurgiche scansioni, esitazioni, tagli e cuciture della voce, ci dà la possibilità di poter ascoltare e comprendere la Commedia come un discorso diretto, dove Dante ci raggiunge al di là dei tanti secoli di mutazioni di lingua e di cultura che ci dividono da lui, senza l’ausilio – o l’assillo – delle note a “battiscopa”. In alternativa, possiamo disporre del prezioso strumento dell'eVoice Book, che ci permette di segure il testo evidenziato e simultaneamente di ascoltarne la lettura.

In quanto al magnifico commento con cui Vittorio Sermonti introduce ciascun canto, non è l'erudizione che ci deve impressionare, ma il suo apparirci - anche grazie alla vibrazione, al tremito tutto particolare della voce - come una sorta di epopea di ciascun singolo, nella sua accezione estesa di narrazione popolare. Per farne sentire l'intonazione, ho scelto questo brano dal commento al primo canto del Purgatorio:

"[...] eccoci qui a perseverare nel rischio e nell'azzardo, convinti - spero - che Dante, per quanto ombroso, continui ad aver bisogno di noi, che col nostro ascolto perpetuiamo la vita dei suoi versi... di noi, uno per uno, con la singolare esperienza della vita detenuta dalle persone intere e uniche che siamo, e con l'esperienza di pietà e di orrore che quest'epoca del mondo ci obbliga a condividere.

Coraggio amico! Più dai a Dante, più lui ti dà; più a fondo lo leggi, più lui ti legge a fondo. La commedia deve continuare."

m. m.

[1] Leggiamo nella Treccani: “Vittorio Emanuele orlando, giurista e uomo politico italiano (Palermo 1860 - Roma 1952). È considerato il fondatore della scuola italiana di diritto pubblico [...]. Fu presidente del Consiglio dei ministri…”.

[2] Sempre dalla Treccani: “Alberto Beneduce, nato a Caserta il 29 marzo 1877; laureato in matematica all'università di Napoli nel 1902, prestò dapprima servizio presso il Ministero dell'agricoltura, industria e commercio. Libero docente di statistica nella R. Università di Roma, ha insegnato dal 1914 nell'Istituto di scienze economiche e commerciali di Genova e successivamente in quello di Roma. Eletto nel 1919 a Napoli fu deputato per tre legislature (XV, XVI, XVII), e sottosegretario alla presidenza nel 1922.

[3] “E , “con Saverio Vertone, (ha tradotto) perfino un ponderoso testo di economia finanziaria”.

[4] Sermonti ha registrato la Commedia di Dante, per un totale di 75 ore circa, a proprie spese.

DVD eVoice Book della Commedia di Dante raccontata e letta da Vittorio Sermonti

A 25 anni dalla prima performance per i microfoni della Rai, dopo una lunga serie di repliche radiofoniche, di edizioni a stampa e di affollatissime letture/lezioni pubbliche tenute in Italia e nel mondo, Vittorio Sermonti prosegue la sua opera di divulgazione della Commedia pensando anche e soprattutto ai giovani e al pubblico del web.

Un pubblico composto da singoli individui che ora possono, grazie alla pluralità e alle caratteristiche degli strumenti e dei supporti utilizzati, accogliere il messaggio della Commedia integrandolo alla propria unicità.

Forte dell’ideazione e della regia della moglie Ludovica Ripa di Meana, il lavoro di Sermonti, che affianca l’eBook al tradizionale cofanetto con le tre Cantiche di Dante e CD audio, trova nell’ eVoice Book la sua espressione più completa.

Questo prodotto multimediale – ottenuto sincronizzando la voce al testo che scorre sullo schermo – realizza infatti pienamente l’abbinamento simultaneo occhio-orecchio, permettendo di seguire lo scritto e contemporaneamente di ascoltarne la lettura; “una specie di Dante in karaoke”, come afferma Sermonti stesso.

Lontano dal villaggio globale della televisione, Vittorio Sermonti, a quasi ottantatre anni, si rivolge agli innumerevoli ragazzi che compongono la metropoli clandestina del web, offrendo loro una via personale per accedere al poema fondativo della cultura occidentale e arricchirlo del proprio ascolto e dei propri pensieri.

L’opera costituisce un modello completamente nuovo di divulgazione alta, insieme libera e discorsiva, il cui rigore scientifico è avvalorato dalla supervisione di Gianfranco Contini e Cesare Segre, due dei massimi studiosi mondiali di Dante.

Ogni canto è letto, commentato e introdotto da un racconto critico che fornisce - con il linguaggio colto e appassionante di Sermonti che ha sedotto milioni di lettori e uditori nel mondo – le informazioni linguistiche, storiche e filosofiche necessarie a traversare le asperità delle terzine di Dante senza soggezione e senza noia.

 

Sul sito: http://www.vittoriosermonti.it

si possono ascoltare: il I canto dell'Inferno con commento (in formato mp3), il XXIII canto del Paradiso con commento (in versione eVoice book) e leggere il V canto dell'Inferno con commento in formato epub; si può inoltre disporre di un archivio che raccoglie una cospicua rassegna delle recensioni del lavoro di Vittorio Sermonti pubblicate nei maggiori quotidiani, di una bio-bibliogragia e di una galleria fotografica, oltre naturalmente a tutte le informazioni indispensabili sulle edizioni della Commedia raccontata da Vittorio Sermonti e ai links agli stores dove poterle acquistare.

Note bio-bibliografiche

Saggista, poeta, traduttore per il teatro, docente, regista, attore, intellettuale poliedrico, Vittorio Sermonti (Roma, 1929) si occupa da sempre del rapporto tra la scrittura e la voce. In cento trasmissioni radiofoniche, in tre volumi a stampa e in più di cinquecento letture pubbliche in Italia e nel mondo ha raccontato e letto la Commedia di Dante.

Negli ultimi anni ha tradotto, letto e raccontato l’Eneide di Virgilio e ha appena terminato un analogo lavoro sulle Metamorfosi di Ovidio, due testi fondamentali della cultura dantesca.

Sermonti ha scritto, tra gli altri, tre romanzi, un saggio-epopea sui campionati del mondo di calcio, libretti d’opera (fra i quali 14 racconti per voce recitante su altrettante opere verdiane raccolti nel volume Sempreverdi), il volume di poesie Ho bevuto e visto il ragno, il saggio Il vizio di leggere.

Sermonti, Vittorio, Il vizio di scrivere

Se leggere è un vizio, non che scrivere sia una gran virtù. Un romanzo o un volumetto di versi sono merci non richieste. Allora, perché tanto scrivere invano? Si diceva in tempo di grandi ottimismi che scrivere è un’impellenza, che chi scrive è obbligato a scrivere da un prepotente moto interiore. Può darsi; quantunque sulla ambigua prepotenza dei moti interiori ci sarebbe molto da discutere”. In ogni caso Vittorio Sermonti da più di sessant’anni è anagraficamente uno scrittore: cioè “uno degli happy few che debbono la propria miseria all’ostinato esercizio della scrittura”. Qui raccoglie, ordina, disordina il frutto multiforme del suo vizio, che non si limita a riflettere sui meccanismi segreti della poesia, ma si avventura a intervistare Marco Aurelio e Giulio Cesare, a redigere un paio di libretti d’opera, a tradurre in versi due classici di teatro, a scrivere racconti, epigrammi, aforismi e una tragica cronistoria del terremoto dell’Irpinia. La voce è sempre la sua, l’acume è inconfondibile, l’intelligenza è quella colta e libera di chi sta al mondo da ottantasei anni. Un percorso sorprendente a ogni pagina, condotto “con la perseveranza, con l’abnegazione, con l’inconfessabile voluttà” con cui si coltivano i vizi più radicali.  

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