Transfert e controtransfert

Manghi, M., Ai confini delle terre giuridicamente accatastabili

SUL LEGAME FRA IL TRANSFERT E L'AUTORIZZARSI DA SÉ DELLO PSICANALISTA

Se il transfert, come vuole Freud, è «la messa in atto della realtà dell’inconscio», allora il primo compito dell’analista è custodire e proteggere questa realtà dall’intrusione della “realtà extra analitica” (sociale, politica, giuridica, morale, medica…), cioè da tutto quell’ordine delle resistenze costituito dal discorso comune, il discorso dell’“attualità” che oggi pervade la nostra vita .

Per proteggere la realtà del transfert l’analista deve rifiutarsi di piegare l’analisi alle esigenze della realtà extra analitica, ma come può riuscirci se lui stesso vi cede?

Per rispondere, è necessario fare riferimento a uno dei più famosi slogan di Lacan, che ha sollevato tante polemiche: «L’analista non si autorizza se non da sé stesso».

28/04/2018

Manghi, M., "La situazione analitica non tollera terzi"

La situazione analitica non tollera terzi". Ragione di questo principio metodologico, causa del transfert, e sue ripercussioni istituzionali

La celebre formula di Lacan "L'analista non si autorizza se non da sé stesso", ha avuto in Freud un precedente ancor più radicale: "La situazione analitica non tollera terzi": non solo quel Terzo dei terzi che è lo Stato, ma anche e soprattuto quei terzi costituiti da una qualsiasi finalità dell'analisi condivisa in comune dall'analista e dall'analizzante. Lo psicanalista non saprebbe dichiarare in anticipo la finalità del suo atto, e nemmeno dire “che cosa fa” in ogni seduta e “a cosa serve” quello che fa, salvo aggrapparsi all’alibi di sempre: la finalità terapeutica. Ma una volta determinata una qualsiasi finalità dell'analisi, il transfert, "messa in atto della realtà dell'inconscio", è compromesso (se non addirittura distrutto), e alla realtà dell'inconscio se ne sostituisce un'altra al di fuori del transfert, spesso costituita da degli obbietti sociali e adattativi. Poiché l'analisi non può avere un fine determinato in anticipo, è escluso che possa essere una "professione", che, per essere giuridicamente tale,deve obbligatoriamente avere un fine dichiarato.

04/01/2018

Malcapine, Ida, Lo sviluppo della traslazione

Traduzione italiana del famoso articolo The development of transference, pubblicato in "Psychoanalytic Quarterly", 19, 1950, in cui Malcapine critica la tesi di Freud secondo cui l'origine del transfert deve essere ricondotta "alla natura dell’essere malato stesso in ciò che ha di più intimo"; secondo Malcapine essa deve essere invece imputata alle condizioni della "situazione analitica".

04/01/2018

Freud, Sigmund, Sul transfert [seconda edizione]

Questa nuova edizione notevolmente aumentata, aggiunge alla precedente le pagine dedicate al transfert degli Studi sull’isteria, del caso di Dora e la lezione 27 dell’Introduzione alla psicanalisi.

04/01/2018

Low, Barbara, Le compensazioni psicologiche dell'analista

Barbara Low, "The Psychological Compensations of the Analyst", International Journal of Psycho-Analysis, 16, 1935, pp.1-8.

[Traduzione e commento di Sandra Puiatti].

Presentiamo nella sua prima traduzione italiana il famoso articolo di Barbara Low, indicato con ammirazione da Lacan, nel seminario del 1962-63 su L'angoscia, come esemplare - nel suo riferimento all'artista - dell'atteggiamento dell'analista nei riguardi del discorso dell'analizzante; a questo atteggiamento si contrappone quello rappresentato da Thomas Szazs, fondato sul rigoroso attenersi al sapere scientifico e al metodo, dove l'analista occupa indiscutibilmente il posto del padrone.

08/11/2015

Tower, Lucia, Il controtransfert

Il fondamentale articolo di L. Tower letto alla Chicago Psychoanalityc Society nel maggio 1955 e all’American Psychoanalityc Association a New York nel dicembre 1955, per la prima volta in una nuova traduzione italiana integrale. A cura e con una postfazione di S. Puiatti.

"Tutti questi - e simili atteggiamenti - presuppongono che l'analista sia in grado di controllare coscientemente il proprio inconscio. Tale ipotesi viola la premessa di base della nostra scienza - che gli esseri umani possiedono un inconscio che non è soggetto al controllo cosciente, ma che è soggetto (fortunatamente) ad essere investigato attraverso lo strumento del transfert (e presumibilmente anche del controtransfert)."

08/11/2015