Tecnica della psicanalisi

Bion, R. Wilfred, Note su memoria e desiderio

Notes on memory and desire è stato pubblicato su «Psycho-analytic Forum», 1967, vol. II, n° 3, (pp. 271-280); la traduzione di Parthenope Bion Talamo che qui presentiamo è stata pubblicata su «Il piccolo Hans», rivista di analisi materialistica, n. 69, primavera 1991, pp. 217-221.

"Ogni seduta psicoanalitica non deve avere nessuna sto­ria e nessun futuro. Quello che si «sa» del paziente non ha nessuna ulteriore importanza: o è falso o è irrilevan­te. Se entrambi, paziente e analista, lo «sanno», è obsole­to. Se lo «sa» il primo ma non il secondo, allora è in atti­vità una difesa o un elemento della categoria [...] della Griglia. L’unica cosa importante in qualsiasi seduta è quel­la che è sconosciuta. Non si deve permettere a nulla di distrarre l’attenzione dall’intuirla. In qualsiasi seduta, ha luogo un’evoluzione. Dal buio e dall’informe, qualcosa si evolve."

26/05/2017

Freud, Sigmund, Sul transfert

Sono qui raccolti in un unico testo gli scritti più significativi di Freud sul transfert, Übertragung, tradotto nelle Opere e negli epistolari, per espressa volontà di Musatti, con l’improbabile termine  di “traslazione”, che nella nostra lingua fa subito pensare a una salma, cioè, come è scritto nell’ordinamento italiano di polizia mortuaria, “al trasferimento da una sepoltura all’altra”.

La prima parte di Sul transfert, “Testi integrali”, comprende: Dinamica della traslazione (1912), Ricordare, ripetere, rielaborare (1914), Osservazioni sull’amore di traslazione (1914); la seconda, “Estratti”, comprende una raccolta di brani estratti dalle opere e dalle lettere al pastore Pfister, che vanno dall’Interpretazione dei sogni (1899) al Compendio di psicanalisi (1938). La data del 1899 indica, da sola, che questa raccolta è tutt’altro che completa; il suo criterio infatti non vuole certo essere la completezza ma la riproduzione dei testi principali in cui è asserita quella che potremmo chiamare la “concezione generale” del transfert per Freud. Non sono stati pertanto riprodotti, solo per fare un esempio, i brani sul transfert che riguardano i casi clinici. Non fosse che per questo, tale raccolta incompleta e insufficiente è da prendere – è appena il caso di dirlo – con beneficio d’inventario; il suo utilizzo è quello di un sussidio puramente didattico e il suo unico merito è di poter leggere in un’unica “schermata” i testi più “significativi” di Freud sulla concezione generale del transfert. Anche se, come si può constatare, indici tematici alla mano, e pur essendo per sua stessa ammissione, sempre ribadita, per lui uno dei concetti cardine della psicanalisi, Freud non ha poi scritto molto sul transfert e soprattutto si è limitato a descriverlo e a includerlo nella tecnica della psicanalisi, senza  avvertire quelle preoccupazioni di ordine teorico che sarà Lacan a sviluppare.

Fonti utilizzate:

Gesammelte Werke, Band 18. Gesamtregister der Bände 1-18. London: Imago Publishing Co., Ltd, 1968;

Opere di Sigmund Freud, vol. 12, Indici, Boringhieri, Torino 1980;

J. Laplanche e J. – B. Pontalis, Enciclopedia della psicanalisi, Laterza, Bari 1974;

Alain Delrieu, Sigmund Freud Index thématique, Anthropos, Paris 2008.

27/11/2015

Leclaire-Manghi, Una questione etica preliminare al trattamento del transfert

Radicalizzando quello che dice Freud, è possibile affermare che il compito dell’analista è di sfruttare i transfert amorosi sulla sua persona distruggendoli tutti a mano a mano che si producono durante l’analisi.
Questa affermazione postula un’equivalenza fra l’amore edipico e l’amore di transfert  e implica una differenza fra questo genere d’amore, fondato sui fantasmi incestuosi inconsci (quelli in cui, per dirla grossolanamente, la sessualità dell’uomo rimane legata alla madre e quella della donna al padre) e un genere di amore fuoriuscito dall’Edipo, che può realizzarsi appunto solo con la distruzione di tutti i transfert. Certamente si può ricondurre questa differenza a quella tra amore e innamoramento, ma detto così mi sembra più chiaro.

Ne consegue un’equivalenza fra la distruzione di tutti i transfert e la distruzione del complesso edipico, di cui Freud dice che non basta che venga rimosso, o che “tramonti”, ma che deve andare incontro a un vero e proprio sfacelo (Zertrümmung), senza che nell’inconscio ne permanga alcun resto.  Sembra che solo dopo questa opera di distruzione potremmo essere veramente liberi di avere dei rapporti con un altro senza l’interpolazione dei fantasmi incestuosi che parassitano e proliferano in tutte le relazioni umane.

27/11/2015
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