Nevrosi

Clavreul, Jean, L'isterica e il fallimento dell'etica del padrone

"Ebbene! È lei, per l'appunto, la burgeoise, che sotto l'etichetta dell'isteria ci viene a dire che le cose non vanno. Poiché ciò che ella non può dimenticare è che, se è pienamente soddisfatta, è a condizione di tacere. Come stupirsi dunque che siano le isteriche a aver promosso ciò che una di esse ha chiamato talking cure? Chiacchiere di donne, senza dubbio, o discorso isterico se si preferisce, ma ecco a ogni buon conto un soggetto che parla, nel suo proprio nome, e che non esita a sfidare le ragioni del padrone."

"L'isterica e il fallimento dell'etica del padrone" è la traduzione di "L'échec de l'éthique du maître", un capitolo dell'ultimo libro di Jean Clavreul, pubblicato postumo, L'homme qui marche sous la pluie. Un psychanalyste avec Lacan, Odile Jacob, Paris 2007, pp. 209 - 213.

06/10/2015

Dor, Joël, L'economia del desiderio nell'isteria maschile

 "Nell'uomo isterico, il rapporto di desiderio con la donna è minato da un'elaborazione inconscia che ha per conseguenza il mantenimento di una confusione completa fra il desiderio e la virilità; confusione che trae origine da un'interpretazione particolare che l'isterico mette in atto nei confronti della domanda di ogni donna. In effetti, egli non percepisce mai la donna in quanto sollecitata da un desiderio che si rivolge legittimamente a un altro desiderio, ma sempre e solo come un'ingiunzione a dare prova della propria virilità. Pertanto, egli può concepire di essere desiderato da una donna solo nella misura in cui essa è supposta attendere da lui la dimostrazione che è virile. Ecco perché, nell'isterico, tutto avviene come se la relazione di desiderio si fondasse sulla necessità di dover giustificare che egli ha senz'altro ciò che gli domanda la donna: il fallo. Ma poiché nutre la convinzione immaginaria di non esserne depositario, tutto ciò che può risponderle è: "Non ho il pene". "

Da Joël Dor, Le père et sa fonction en psychanalyse, érès, " Point hors ligne ", Ramonville Saint-Agne 2008 (Ia ed. 1998), pp. 71-75 ; www.edition-eres.com. [ISBN : 978-2-86586-525-3].

06/10/2015

Isräel, L., Fate le pulizie di casa, non l'amore [Faites le ménage pas l'amour]

“Faites le ménage, pas l’amour” è la trascrizione del terzo incontro, avvenuto l’8 gennaio 1990. del seminario L’aliénation (1990) tenuto da Lucien Isräel alla facoltà di medicina di Strasburgo, e pubblicato, insieme al seminario Révision impertinente de quelques concepts psychanalytique (1988-1989), per i tipi di érès-Arcanes, Ramonville Saint-Ange, 2007, in un unico volume dal titolo La parole et l’aliénation nella collezione “Hypothèses”, diretta da J.-R. Freymann, pp. 111-120. Prima traduzione italiana.

Nella psichiatria classica, e in particolare nella psichiatria tedesca, c’è qualcosa che viene chiamato “Hausfrauenwahn” o “Putzfrauenwahn”, la follia delle casalinghe. È questa follia − che è spesso una forma di nevrosi ossessiva, ma in realtà, ancora più spesso, una barriera contro ciò che è diventato, direi quasi classico, chiamare depressione – che impone la frase: “fate le pulizie di casa, non l’amore”. Tirerò dunque in ballo qualche umorista.

11/10/2015

Isräel, Lucien, Che cos’ è la nevrosi traumatica?

Legittimità di separare la nevrosi traumatica dalla nevrosi d’angoscia e dall’isteria.

Da “Jenseits..., Au delà...” (1978), Arcanes-erès, Collection “hypothèses”, Parigi 2007, a cura di Jean-Richard Freymann.

Prima traduzione italiana.

"L'inatteso è che la rogna colpisce l'altro. La menzogna che come sempre è contenuta nella propaganda, nella pubblicità, la vedete pavoneggiarsi nelle strade; è la frase utilizzata dalle compagnie di assicurazioni: "Capita solo agli altri". E giustamente, anche se ho parlato a lungo della Shadenfreude , del piacere che si prova nel vedere gli altri crepare, essa non è poi così diffusa. Spero che ne abbiate udito abbastanza sulla continuità o la discontinuità per esservi resi conto che ciascuno di noi, in certi momenti, è capace di Shadenfreude (godimento malvagio), così come qualcun altro non è neppure sfiorato dall'idea che potrebbe andarci di mezzo l'amico. Ora, questo accade; e l'inatteso consiste appunto nel fatto che a essere colpito è l'altro. Che la morte, la tortura, lo stupro, tutto quello che vi pare, colpisca l'altro, era inatteso, ma non aveva niente di inconcepibile; ci si sarebbe potuto pensare. Non è qualcosa di cui si ignorava l'esistenza. Non è la scoperta di una situazione che non è mai stata rappresentata o concepita. Non è un insegnamento, ma qualcosa che sopraggiunge quando non ci si pensava. Vi lascio riflettere a partire da qui."

11/10/2015
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