Letture e resoconti

Freschi di stampa

26/05/2017

Sias, G., Oltre l'inganno della verosimiglianza

Sull'esperienza di SpazioZero/Movimento per una psicanalisi laica; riflessioni  a partire dal libro dal libro di Franco Quesito, "Da Lacan a SpazioZero" (Polimnia Digital Editions,Sacile 2017).

"Personalmente partecipai al primo convegno tenutosi a Padova nel novembre 1997, e subito mi accorsi che SpazioZero non avrebbe avuto nessun futuro. E così, dopo che fu steso da un giurista di grande fama e capacità un Parere pro veritate sulla pratica della psicanalisi, tutti misero, per così dire, la loro coscienza a tacere. Forse ne avevano davvero bisogno. Bastava un parere «giuridico», stilato da una delle massime autorità del tempo, un parere che diceva chiaro a tutti: tranquilli, la psicanalisi non è la psicoterapia. E per qualche anno tutto sembrava andare bene, i giudici accoglievano il Parere illuminato dalla retorica del professor Galgano, e nessuno avvertiva la potenza sempre più invadente e indiscreta dell’Ordine degli psicologi. Il Parere visse il tempo del convolvolo e presto vennero le condanne."

26/05/2017

Manghi, M., Postille a "Onore al sintomo"

Onore al sintomo di Gabriella Ripa di Meana (Astrolabio, Roma 2015) ci arricchisce di tre apporti fondamentali:

 – la malattia contro e al posto del sintomo, con l’obiettivo politico di farlo scomparire dato che, senza il sintomo, dell’inconscio può passare nel discorso sociale poco o nulla; infatti, al contrario del sogno, del lapsus, dell’atto mancato, delle dimenticanze, fenomeni che non interferiscono più di tanto nella normalità della vita e possono essere trascurati in modo indolore, il sintomo ci costringe a essere preso in considerazione, a condizione di non medicalizzarlo;
  – il sintomo al posto del padre, premessa di un nuovo e diverso legame sociale dove è proprio il sintomo, annunciatore di una domanda di sapere intorno alla parte radicalmente sconosciuta del nostro essere, a orientarci nei nostri atti; e dove il godimento sfugge all’illegittimità e alla colpa, come pure al rischio di distruggerci che è immanente a un legame sociale sempre più perverso, per saldarsi a un desiderio che non è più rinuncia e tentazione, ma sanzione della nostra divisione di soggetti, per cui solo vale la pena di vivere e di “essere umani”;
  – il sintomo come nodo di un nuovo rapporto col linguaggio e la politica, riscattati dall’umiliazione in cui da troppo tempo versano.
26/05/2017

Manghi, M., Recensione a Sguardo sulla civiltà edipica, di M. Safouan

Il 17 maggio 2021 Moustapha Safouan compirà un secolo di vita. A nostra conoscenza è “l’analista più vecchio della terra”. Non fosse che per questo approssimarsi alla soglia dei cent’anni, di cui 67 passati a praticare e trasmettere la psicanalisi, possiamo a buon diritto riconoscere a questo venerando maestro tutta l’autorità per avere scritto un libro, Sguardo sulla civiltà edipica, che si affianca a quello scritto da Freud 87 anni prima, Il disagio nella civiltà .

26/05/2017

Intervista di Doriano Fasoli a Giovanni Sias sul libro "La follia ritrovata"

"Cosa suggerisce il titolo?

Il titolo richiama, da una parte, una necessità intellettuale. Ovvero la necessità che la follia sia riportata alla sua realtà «storica» e non a una presunta patologia. Che la follia sia una patologia è un affare che nasce e si consolida nelle società capitalistiche, a partire dal Settecento. Su questo piano resta ancora essenziale lo studio di Michel Foucault. Restituirla alla sua dimensione storica, togliendola dal pregiudizio psichiatrico, è uno dei modi, forse il più idoneo, a mettere in evidenza come, nel parlare della follia, si tratti di una questione di mentalità. È il modo, cioè, di mettere a nudo l’handicap intellettuale che ci costituisce quando cadiamo nella superstizione che, nel caso della Follia ritrovata, riguarda le credenze intorno alla patologia psichiatrica o alle risibili affermazioni psicologiche."

14/06/2016
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