Letture e resoconti

Freschi di stampa

26/05/2017

Puiatti, S., The day after dei bambini di Altan

"La catastrofe è già acqua passata per questi bambini, il loro tempo è senza dolore, nell'ironia fulminante di quello che si dicono, segnale di un pensiero vigile, com­piuto e senza speranza. Non sono orfani di niente e nessuno perché non hanno ricordi né passato, non hanno casa né paesaggio".



27/06/2018

Sias, G., Oltre l'inganno della verosimiglianza

Sull'esperienza di SpazioZero/Movimento per una psicanalisi laica; riflessioni  a partire dal libro dal libro di Franco Quesito, "Da Lacan a SpazioZero" (Polimnia Digital Editions,Sacile 2017).

"Personalmente partecipai al primo convegno tenutosi a Padova nel novembre 1997, e subito mi accorsi che SpazioZero non avrebbe avuto nessun futuro. E così, dopo che fu steso da un giurista di grande fama e capacità un Parere pro veritate sulla pratica della psicanalisi, tutti misero, per così dire, la loro coscienza a tacere. Forse ne avevano davvero bisogno. Bastava un parere «giuridico», stilato da una delle massime autorità del tempo, un parere che diceva chiaro a tutti: tranquilli, la psicanalisi non è la psicoterapia. E per qualche anno tutto sembrava andare bene, i giudici accoglievano il Parere illuminato dalla retorica del professor Galgano, e nessuno avvertiva la potenza sempre più invadente e indiscreta dell’Ordine degli psicologi. Il Parere visse il tempo del convolvolo e presto vennero le condanne."

26/05/2017

Manghi, M., Postille a "Onore al sintomo"

Onore al sintomo di Gabriella Ripa di Meana (Astrolabio, Roma 2015) ci arricchisce di tre apporti fondamentali:

 – la malattia contro e al posto del sintomo, con l’obiettivo politico di farlo scomparire dato che, senza il sintomo, dell’inconscio può passare nel discorso sociale poco o nulla; infatti, al contrario del sogno, del lapsus, dell’atto mancato, delle dimenticanze, fenomeni che non interferiscono più di tanto nella normalità della vita e possono essere trascurati in modo indolore, il sintomo ci costringe a essere preso in considerazione, a condizione di non medicalizzarlo;
  – il sintomo al posto del padre, premessa di un nuovo e diverso legame sociale dove è proprio il sintomo, annunciatore di una domanda di sapere intorno alla parte radicalmente sconosciuta del nostro essere, a orientarci nei nostri atti; e dove il godimento sfugge all’illegittimità e alla colpa, come pure al rischio di distruggerci che è immanente a un legame sociale sempre più perverso, per saldarsi a un desiderio che non è più rinuncia e tentazione, ma sanzione della nostra divisione di soggetti, per cui solo vale la pena di vivere e di “essere umani”;
  – il sintomo come nodo di un nuovo rapporto col linguaggio e la politica, riscattati dall’umiliazione in cui da troppo tempo versano.
26/05/2017

Manghi, M., Recensione a Sguardo sulla civiltà edipica, di M. Safouan

Il 17 maggio 2021 Moustapha Safouan compirà un secolo di vita. A nostra conoscenza è “l’analista più vecchio della terra”. Non fosse che per questo approssimarsi alla soglia dei cent’anni, di cui 67 passati a praticare e trasmettere la psicanalisi, possiamo a buon diritto riconoscere a questo venerando maestro tutta l’autorità per avere scritto un libro, Sguardo sulla civiltà edipica, che si affianca a quello scritto da Freud 87 anni prima, Il disagio nella civiltà .

26/05/2017