La Versagung

Manghi, M., La Versagung nell'insegnamento di Jacques Lacan

Al di là della domanda d'amore. La Versagung nell'insegnamento di Jacques Lacan

Polimnia Digital Editions, Sacile 2016

La questione centrale che ho cercato di trattare può essere forse racchiusa in questa citazione: «Non può organizzarsi alcunché di una vita mentale che corrisponda a ciò che l’esperienza ci dà nell’analisi, se non c’è, al di là della madre messa primordialmente in posizione di onnipo­tenza dal suo potere – non di frustrazione, poiché è insufficiente, ma di Versagung – un’esigenza in cui è destituita dal privilegio di dover rispondere sì o no alla domanda del bambino. È il carattere fondamentale del desiderio umano in quanto tale».

Non è per un gusto “retro” o per velleità esegetiche che abbiamo percorso la via della Versagung, ma nella speranza che la dimensione del rifiuto inscritta nel sintomo possa essere ascoltata e accolta da coloro che sono tradizionalmente preposti all’incontro col bambino e l’adolescente: i pediatri, gli educatori e gli psicanalisti. In quest’ultimo caso: riaccolta.

Anteprima dell'ebook:

26/05/2017

Zizek, Slavoj, La Versagung: da Paul Claudel. Il rifiuto come resistenza

In The indivisible remainder: an essay on Schelling and related matters, Verso Books, 1996, pp. 115-119.

Il riferimento ad Antigone di Lacan come caso esemplare dell’etica del desiderio è diventato un luogo comune in anni recenti, in contrasto significativo con l’assenza di reazioni al commento di Lacan sul dramma di Claudel. Questa assenza di reazioni,tuttavia, non sorprende veramente, qui le cose sono molto più inquietanti: nessun lampo di bellezza scaturisce dal pathos sublime degli eventi tragici sulla scena, solamente un tic di repulsione. Ci limitiamo alla prima parte della trilogia, L’Ostaggio (L’Otage) di Paul Claudel.

08/11/2015

Puiatti, S., La linea d'ombra del desiderio. Da Antigone a Sygne

Una linea di lettura de L'Ostaggio di Paul Claudel.

08/11/2015

Julien, P., L'abbandono del Padre e la volontà di castrazione della donna

"L'abandon du Père", in Philippe Julien, L'Étrange jouissance du prochain, Seuil, Paris 1995, pp. 128-140.

Un testo tanto chiaro quanto fondamentale su cosa significa veramente essere atei.

Il no di Sygne, dopo aver tutto donato, questo no al di là della salvezza realizzata del Papa e del Re, non è né rimpianto né rimorso di quello che ha compiuto col suo sacrificio. Ma ne iscrive il limite incancellabile, l'atto finale dell'autentico ateismo : lasciar essere l'Altro. Tale è la Gelassenheit, la rinuncia, il lasciare la presa, l'abbandono di cui parlava Maestro Eckhart e che riprenderà Heidegger.

Angelus Silesius l'ha scritto in un distico di fuoco in cui distingue due modi della Gelassenheit : abbandonarsi a Dio, abbandonare Dio :

Die geheimste Gelassenheit / Gelassenheit fäht Gott; Gott aber selbst zu lassen, / Ist ein' Gelassenheit, die wenig Menschen fassen.

[L'abbandono più segreto / L'abbandono conduce a Dio; ma lasciare Dio stesso / È un abbandono di cui pochi uomini sono capaci.]

08/11/2015
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