L'acting out

Bibliografia generale sull'acting out

Una bibliografia sull'acting out , aggiornata al 2006, che comprende 163 titoli.

Freud, Anna, L'agire nel transfert

Da Anna Freud, Das Ich und die Abwehrmechanismen, 1a ed. ted. 1936, 1a trad. ingl. The Ego and the mechanisms of defence, 1937; trad it. di Laura Zeller Tolentino, L'Io e I meccanismi di difesa, Martinelli, Firenze 1967, pp. 33-35.

Greenacre, Phyllis, Problemi generali dell'acting-out

General Problems of Acting out in "Psychoanalytic Quarterly", 19, 1950, pp. 455-467. L'articolo è tratto da un testo letto al meeting dell'American Psychoanalytic Association, Maggio 1949, a Montreal.

Seconda edizione, completamente rivista e corretta (luglio 2015).

La traduzione di General Problems of Acting out fa parte dell'impegno di proporre o riproporre, anche con nuove traduzioni, i testi fondamentali di psicoanalisi a cui fa rifermento Lacan nel corso dei suoi Seminari; in questo caso l'articolo è menzionato, riassunto e discusso nel seminario, libro X, L'angoscia (1962-63), Einaudi, Torino 2007, lezione del 23 gennaio 1963; al suo centro, afferma Lacan, vi è "la questione ... di sapere come agire con l'acting out."

L'acting out nell'opera di J. Lacan (1954-1976)

Indice di tutti i luoghi più notevoli in cui appare il lemma "acting out" nell'intera opera di Lacan (1954 - 1976). A cura di Moreno Manghi

Manghi, M., Acting out e inibizione

Approcio ai confini oltre i quali non può più esserci analisi: l'acting out e l'inibizione.

L'approccio all'acting out e all'inibizione, che per Lacan delimitano i confini della psicanalisi, è affrontato in questo testo da tre punti di vista, sostenuti da numerosi esempi cosiddetti clinici: 1) Quanto più l’analista non tiene in conto la differenza tra il desiderio e la domanda (differenza che per essere individuata richiede una teoria), tanto più si espone al rischio di causare un acting out. Perché quest’ultimo si produca, è sufficiente che l’analista soddisfi in qualche modo la domanda dell’analizzante. 2) La caduta di un’inibizione sotto la spinta di una logica meramente realista, basata sulla constatazione del vero/falso, comporta il passaggio a un acting out. 3) Quando parliamo del temibilissimo acting out lo pensiamo sempre come pericoloso, violento, traumatico, foriero di conseguenze catastrofiche; non ci viene mai in mente che l’acting out può consistere nel conformarsi ai valori sociali più comuni, diffusi e approvati: il successo professionale, il matrimonio, il generare un bambino..., con i quali l'analizzante può dichiararsi guarito e considerare conclusa la sua analisi. Chi oserebbe biasimarlo?

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