Il Decalogo di Kieslowski

A mani vuote. Il Decalogo di Kieslowski tra scandalo e falsa testimonianza

Sandra Puiatti e Moreno Manghi, A mani vuote. Il Decalogo di Kieslowski tra scandalo e falsa testimonianza

Mentre ci immedesimiamo con i drammi del Decalogo, lo sguardo di Kieslowski è altrove: su tutta una serie di dettagli inspiegabili, appena percettibili, che creano però, tanto nello spettatore quanto nel personaggio del film un vago malessere. Questi particolari stravaganti, disturbanti, a volte inquietanti, finiscono per rendere opaca la narrazione, per caricarla di una dimensione bizzarra e vagamente minacciosa. Nonostante Kieslowski affermi che essi facciano parte di “una realtà che non si può capire e non si può sistemare in un ordine logico”, noi li consideriamo come sintomi di un discorso nascosto che mira a sovvertire quello manifesto della narrazione. Grazie a questa “altra scena”, vera cifra stilistica di Kieslowski, il Decalogo sfugge a quella falsa testimonianza che ne occulta lo scandalo radicale. Questo scandalo (come ogni vero scandalo) non è immediatamente visibile: bisogna dedurlo dietro la captatio benevolentiae di una petizione “etica” a cui pubblico e critica hanno aderito fin troppo zelantemente.               

Ripa di Meana, Gabriella, La morale dell'altro

G. Ripa di Meana, La morale dell'altro. Scritti sull'inconscio dal Decalogo di Kieslowski

I dieci film che compongono il celebre decalogo  di Krzysztof Kieslowski raccontano con un linguaggio laico e sensuale, l'etica di un soggetto sconosciuto: il soggetto del nostro inconscio. Il loro fascino e la loro poesia ne hanno fatto un oggetto di culto, non solo tra gli amanti del cinema. Nel libro di Gabriella Ripa di Meana quelle dieci storie vengono meditate e scandagliate come se riguardassero l'amore, le leggi, il dolore e la morte di ciascuno di noi. Diventa così possibile ritrovarsi a interrogare il mistero di ogni giorno. Il risultato è una 'storia dell'anima', in cui l'etica si confronta con i desideri più segreti dell'essere umano.
"Conta moltissimo, nella mia vita, la possibilità di far riferimento a modelli invisibili", ha dichiarato Kieslowski. Ed è sulle tracce di quei 'modelli invisibili' che muove questo libro.

Intervista a Kieslowski

Intervista (a nostro avviso una delle più importanti) raccolta a Varsavia, luglio e agosto 1989, traduzione di Małgorzata Furdal e Paolo Gesumanno, pubblicata in Kieślowski , a cura di Małgorzata Furdal e Roberto Turigliatto, Museo Nazionale del Cinema, Torino 1989, pp. 13 – 35.

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