Campiglia Marittima

Incontri a Campiglia Marittima

Gli incontri tenuti a Campiglia Marittima a partire da giugno 2017, che si svolgono in due giornate sotto la direzione di Gabriella Ripa di Meana, proseguono, pur con notevoli differenze, il ciclo annuale di Seminari nominati «Schegge» tenuti a Roma sempre da Gabriella Ripa di Meana dalla metà degli anni Ottanta, rivolti a psicanalisti e amici della psicanalisi provenienti da ambiti disciplinari diversi.
Verrano qui pubblicati di volta in volta i contributi di tutti quei relatori che hanno deciso di scrivere o riscrivere i loro interventi o le riflessioni après coup dei partecipanti.

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Incontro di pensieri e di idee. Seminario

Seminario del 15 e 16 settembre 2018.

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Marco Scollo Lavizzari, Un tremolio lungo

" (...) basta un niente, a volte un ritardo di pochi minuti, per perdere il treno del proprio desiderio".

Sandra Puiatti, L'impossibilità perduta

Un nuovo commento di Sandra Puiatti al settimo episodio, "Non rubare", dell'inesauribile Decalogo di K. Kieslowski, in una prospettiva mutata rispetto al testo incluso in S. Puiatti, M. Manghi, A mani vuote. Il Decalogo di Kieslowski tra scandalo e falsa testimonianza (Polimnia Digital Editions, Sacile 2015).

Giuseppe Preziosi, Per (il) corpo

Sotto l’effetto di quella shoccante traversata storica dello sguardo medico sull’interno del corpo raccontata minuziosamente dal libro di Massimo Cuzzolaro Il corpo e le sue ombre (il Mulino, Bologna 2017), il saggio di G. Preziosi ci parla dei mirabilia, dei naturalia, degli artificialia  e dei  medicalia  collezionati nelle Wunderkammer della fine del Cinquecento, del rapporto tra i corpi delle isteriche ritratti nellIconographie de la Salpêtrière e i quadri di Schiele, dei trapianti di testa del chirurgo S. Canavero e dei quadri di Francis Bacon, delle sinistre opere di Orlan, fino ai trapianti biotecnologici professati dal “transumanesimo” dei grinders. “La rottura di ogni rappresentazione, la forzatura di ogni velo, l’insostenibile sensazione del cedimento di ogni confine […]”.

Fabrizio Alfani, Riflessioni su «La morte del patto»

La morte del patto è in fondo uno dei modi nei quali si esprime il tentativo di annullare e liquidare definitivamente questo aspetto indicibile dell’esistenza, questo mistero che ci fonda. Prima è morto Dio, e ora anche l’inconscio, come concetto e come esperienza, è sotto scacco da parte di un esasperato scientismo, poiché il progetto inconsapevolmente condiviso è quello di cancellare, prima o poi e una volta per tutte, quel qualcosa di incontrollabile e trascendente che non smette di interrogarci e di esporre la nostra vita al rischio dell’inaspettato, dell’imprevedibile, del tragico.