Abstract - Traduzioni

Capitoli di libri e saggi di psicanalisi tradotti per la prima volta in italiano o riproposti in una nuova traduzione, per la cura di collaboratori e amici di questa Biblioteca.

La maggioranza degli scrittori-psicanalisti qui presentati - a qualunque generazione appartengano - non sono mai stati tradotti in italiano, mentre i libri di quei pochissimi che sono stati tradotti (di solito nella metà degli anni '70) sono ormai da svariati decenni fuori commercio e senza alcuna speranza di una nuova edizione. Cosa conosce della letteratura psicanalitica, oggi, il lettore di lingua italiana? È vero che i seminari di Lacan vengono pubblicati, ma chi li legge al di fuori della cerchia degli studenti iscritti ai corsi di formazione psicoterapeutica "a indirizzo psicanalitico lacaniano"? E quale idea hanno dell'apsicanalisi (lasciamo volentieri il lapsus), oggi, quei pochi che osano ancora accostarvisi spinti dalla "semplice "curisosità intellettuale? Il dubbio formulato dai "cattivi pensieri sulla storia della psicanalisi" di Michele Ranchetti ("si è mai letto Freud in Italia?") si radicalizza in certezza: la psicanalisi è storicamente estranea alla cultura italiana e oggi, che non può più essere considerata laica, cioè del popolo, lo è al massimo grado. Così, che si richieda una psicoterapia a indirizzo psicanalitico allo scopo di eliminare i "disturbi psichici" che ostacolano la buona integrazione richiesta dal discorso sociale dominante o che ci si immagini che l'analisi personale faccia parte del "proprio percorso formativo", una cosa è certa: nessuno può più domandare un'analisi sulla spinta del desiderio di cambiare la propria vita, nell'esigenza che nella propria vita ci sia più verità, e dunque meno menzogna, meno ideologia, meno inganno, meno illusione, e anche meno vigliaccheria. Nessuno può più fare questa domanda d'analisi semplicemente perché è messo nell'impossibilità di farlo, semplicemente perché non ci sono più, per legge, psicanalisti che possono rispondervi.

Tutto questo si ripercuote anche sul rapporto fra psicanalisi e scrittura. Si è ormai convinti (in primo luogo gli psicanalisti) che per scrivere "di psicanalisi" occorrano i titoli, la professionalità, la competenza, lo specialismo, la sanzione istituzionale, la pubblicazione nella rivista o nel sito della propria scuola. Se si è lacaniani, l'unico scopo dello scritto è quello di dimostrare che si è compreso Lacan. Il risultato è che si finisce per chiedersi se l'autore "era morto e non lo sapeva". All'opposto, nel piccolo campionario di testi che qui presentiamo tradotti per la prima volta nella nostra lingua, o in una nuova traduzione, si sente, sia pure in modo maggiore o minore, circolare il desiderio. Ne è l'esempio la conferenza di Siegfried Bernfeld Sulla formazione analitica, che si è riusciti a non tradurre per oltre sessant'anni.

Alcuni dei testi presentati in "Traduzioni" possono essere presenti anche in altre sezioni della Biblioteca.

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