La biblioteca digitale Lacan-con-Freud.it offre un grande numero di documenti di psicanalisi in formato pdf, classici e nuovi, molti introvabili o tradotti per la prima volta. Tranne alcune eccezioni i testi della biblioteca si possono solo leggere e scaricare; chi volesse stamparli, copiarli, inserirvi commenti e marcature, salvarli in altri formati, può registrarsi gratuitamente alla biblioteca riservata, che contiene inoltre numerosi testi di classici della psicanalisi non disponibili nella biblioteca pubblica.

 

 

 

ULTIMI TESTI PUBBLICATI NELLA BIBLIOTECA:

 

L’autismo viene presentato come un morbo che colpisce il bambino geneticamente, una malattia che dura tutta la vita, con invalidità e sussidi statali assicurati. La comunicazione della diagnosi ai genitori avviene dopo un nutrito protocollo di prove la cui scientificità è inappellabile, e la conseguente cura consiste nell’addestrare il bambino perché funzioni meglio, un iperaccudimento forzato che mette sotto sequestro luoghi, incontri, trasforma gli accadimenti in pure sequenze vuote, fotografate e anticipate continuamente al bambino per farlo funzionare. Tutto ciò è esattamente il mondo autistico. Prendere in osservazione o in trattamento un bambino non deve passare attraverso una diagnosi dichiarata, controfirmata dai genitori, dalla scuola, ma esige che la difficoltà portata dal bambino venga elaborata e trasformata dai genitori nelle difficoltà che loro stessi incontrano, come individui, e il risultato di questo lavoro possa venir collegato alle reazioni del bambino.

Il 'bambino autistico'. E poi, quando questo bambino, che non è mai stato tale, diventa grande? Di solito il problema non si pone, perché a quel punto ha già alle spalle una lunga e consolidata carriera certificata da fondazioni, associazioni, centri residenziali, istituti che lo educano ai costumi urbani, insegnandogli a comportarsi e a funzionare. Possono tuttavia esserci dei casi eccezionali (che oggi non ritengo più possibili a causa della capillare medicalizzazione della vita), di bambini sfuggiti all’iter istituzionale in cui interviene, durante l’adolescenza, e a volte ancor prima, all’epoca dell’asilo e della scuola elementare, un elemento di crisi o di sovversione costituito dalla necessità di abbandonare i manierismi dell’autismo infantile, sotto la spinta violentissima di nuove esigenze sociali. Al di là dello “sviluppo” (pubertà, ecc.), è l’uscita dall’ambito delle sole relazioni famigliari, diventate insufficienti a arginare e a contenere, il motivo fondamentale di questa svolta; in altri termini, le relazioni dirette con i coetanei. Vediamo dunque in cosa consiste questo elemento di crisi...

 

 MENO RECENTI: 

 

Questa nuova edizione notevolmente aumentata, aggiunge alla precedente le pagine dedicate al transfert degli Studi sull’isteria, del caso di Dora e la lezione 27 dell’Introduzione alla psicanalisi.

Traduzione italiana del famoso articolo The development of transference, pubblicato in Psychoanalytic Quarterly, 19, 1950, in cui Malcapine critica la tesi di Freud secondo cui l'origine del transfert deve essere ricondotta "alla natura dell’essere malato stesso in ciò che ha di più intimo"; secondo Malcapine essa deve essere invece imputata alle condizioni della "situazione analitica". 

La celebre formula di Lacan "L'analista non si autorizza se non da sé stesso", ha avuto in Freud un precedente ancor più radicale: "La situazione analitica non tollera terzi": non solo quel Terzo dei terzi che è lo Stato, ma anche e soprattuto quei terzi costituiti da una qualsiasi finalità dell'analisi condivisa in comune dall'analista e dall'analizzante. Lo psicanalista non saprebbe dichiarare in anticipo la finalità del suo atto, e nemmeno dire “che cosa fa” in ogni seduta e “a cosa serve” quello che fa, salvo aggrapparsi all’alibi di sempre: la finalità terapeutica. Ma una volta determinata una qualsiasi finalità dell'analisi, il transfert, "messa in atto della realtà dell'inconscio", è compromesso (se non addirittura distrutto), e alla realtà dell'inconscio se ne sostituisce un'altra al di fuori del transfert, spesso costituita da degli obbietti sociali e adattativi. Poiché l'analisi non può avere un fine determinato in anticipo, è escluso che possa essere una "professione", che, per essere giuridicamente tale,deve obbligatoriamente avere un fine dichiarato.

"Ogni seduta psicoanalitica non deve avere nessuna storia e nessun futuro. Quello che si «sa» del paziente non ha nessuna ulteriore importanza: o è falso o è irrilevante. Se entrambi, paziente e analista, lo «sanno», è obsoleto. Se lo «sa» il primo ma non il secondo, allora è in attività una difesa o un elemento della categoria della Griglia. L’unica cosa importante in qualsiasi seduta è quella che è sconosciuta. Non si deve permettere a nulla di distrarre l’attenzione dall’intuirla.
In qualsiasi seduta, ha luogo un’evoluzione. Dal buio e dall’informe, qualcosa si evolve."

"Nell’opera di Winnicott, il termine mental breakdown compare alla fine degli anni ‘40 quando, occupandosi dello sviluppo emozionale primario del bambino, nota come ogni qualvolta i processi maturativi non si siano compiuti sino in fondo vi sia il pericolo di «un disordine o di un crollo mentale» che, quale risultato di una serie di fallimenti di altri tipi di difese, riconduce il soggetto al primitivo stato di non integrazione."

"Sulla base di un rapporto incapsulante (entangled) con la madre, il bambino schizofrenico compie qualche precario passo dello sviluppo psicologico dal quale regredisce appena deve far fronte a delle difficoltà troppo grosse per lui. Il bambino autistico appare isolato dalla madre, e manifesta un arresto quasi totale dello sviluppo psicologico alla prima infanzia. Usando i termini di Winnicott – il bambino autistico è «non integrato», quello schizofrenico è «disintegrato» .
Distinguere fra autismo infantile e schizofrenia infantile vuol dire modificare il concetto dello sviluppo della prima infanzia e dei processi che vi sono collegati. E vuol dire anche modificare le ipotesi sull’eziologia dell’autismo e le interpretazioni che facciamo negli stadi iniziali dell’analisi."

Freud ha colto l'importanza della questione del padre nel processo di soggetivazione e di umanizzazione. La risposta che egli propone resta nondimeno complessa ed eterogenea. Questo articolo si sforza innanzitutto di rendere leggibile il contributo di Lacan, ripercorrendo le tappe della sua elaborazione; dalla ripresa delle lezioni freudiane (il complesso di Edipo e di castrazione) ai loro sviluppi (l'imago paterna), fino alle innovazioni (la metafora paterna, il ternario padre simbolico, padre reale, padre immaginario) e alle sue rettifiche (la ricusazione del padre simbolico e la promozione del padre reale). Al termine, la questione del padre raggiunge quella del sintomo.  Il ricorso a un caso clinico mostra l'interesse di questo contributo non solo per la direzione della cura ma anche per la diagnosi del nuovo "disagio della civiltà".

Keywords: Padre reale; Padre simbolico; Padre immaginario; Padre morto; Nome-del-Padre; Legame sociale; Sintomo; Sinthomo

La questione della formazione degli analisti è sottoposta all’esperienza personale dell’autore. Egli analizza i criteri interni ed esterni della fine dell’analisi ripensando alla loro coerenza in rapporto all’assunzione della verità. In modo particolare, verrà presa in considerazione la distanza che – alla fine dell’analisi – il soggetto è supposto prendere rispetto al fantasma come sostegno delle sue certezze. Il lettore seguirà il suo sviluppo sull’antinomia fra la formazione e l’istituzione il cui ruolo resta quello della garanzia dei suoi membri e della ripresa dell’esperienza della Passe.

                Keywords:  Fine dell’analisi, desiderio dell’analista, controllo, istituzione, la Passe.   

 

 

                             
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